Panda Rosso


Natura

Il bosco rappresenta la perfetta sintesi di ambiente complesso, selvatico e sostegno ai bambini, perché è la nostra casa arcaica (almeno qui in Europa) e i nostri bambini sono fatti per imparare qui: essi apprendono il mondo con tutti i sensi, attraverso l’esperienza diretta con il corpo; il bosco rappresenta per molti aspetti l’ambiente ideale per il loro sviluppo psico-fisico.

“Il bosco è un sistema biologico complesso in continua oscillazione fra ordine e caos, costituito da un gran numero di elementi (alberi, piante, animali e microorganismi) che interagiscono tra loro. È un sistema dinamico dove le relazioni interne si collegano a quelle esterne in una rete più ampia e le interazioni fanno parte di un processo sempre in atto che comporta il principio di incertezza.”

Essendo un luogo destrutturato, mutevole (viene vissuto ogni giorno dell’anno, con ogni condizione climatica ed atmosferica), pieno di imprevisti (buche, fossati, discese, fango scivoloso, insetti, rocce, alberi su cui arrampicarsi) ed elementi sconosciuti, permette al bambino di apprendere e sviluppare armoniosamente la propria identità.

Bambini

Cambiamenti ciclici delle stagioni, del clima e gli spazi aperti da esplorare sono un supporto prezioso per lo sviluppo del bambino. Il nostro bosco presenta tutti i quattro elementi, viene vissuto in modo continuativo in tutte le stagioni con ogni clima e condizione atmosferica; partendo dal campo base è possibile esplorare diverse zone con varie caratteristiche specifiche (es. il corso del fiume, l’altra sponda del Lujo, raggiungere le estreme del bosco e i paesini limitrofi, il prato in ogni condizione).

Questo ambiente complesso accompagna i bambini nello sviluppo socio-psico-fisico ed emotivo in maniera quanto più globale ed equilibrata.

Adulto

L’adulto si fa portavoce del proprio ruolo educativo nell’ottica della reciprocità e della mediazione fra il suo mondo e il mondo dell’infanzia: ascoltando i propri bisogni e quelli dei bambini, pone l’attenzione sulle emozioni, riconoscendo in esse il fondamento dell’essere e del suo agire educativo. Per fare questo, l’adulto, è innanzitutto osservatore. Osserva la situazione e poi valuta, a seconda degli strumenti che possiede, se intervenire o meno, e nel caso in che modo intervenire. Non si sostituisce al bambino, né nel fare né nel pensare, privilegiando un atteggiamento di fiducia nei suoi confronti.